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I VANTAGGI DI AFFITTARE LA VOSTRA CASA

Affittare casa da oggi non è più un salto nel vuoto…ITALIA AFFITTI ti spiega i motivi

aff I VANTAGGI DI AFFITTARE LA VOSTRA CASAAffittare casa è l’aspetto più particolare e delicato, del mercato immobiliare, vengono fuori nel contempo due figure che rappresentano la totalità dell’affittare casa, cioè proprietario e inquilino. Essi sono le parti in causa quando si tratta di locazione di immobili. Ecco qualche consiglio per evitare problemi tra uno e l’altro, quando si tratta di affittare casa.

Consigli per il proprietario di casa

Quando chiedete al vostro inquilino il rimborso delle spese di condominio, la cosa migliore è presentargli un prospetto chiaro dei costi sostenuti. Vi suggeriamo di proporre all’amministratore dello stabile di tenere distinti i conti relativi alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e, allo stesso modo, di separate le spese che si ripartiscono per millesimi da quelle che si attribuiscono secondo i consumi. Queste ultime, infatti, sono sicuramente da addebitare all’inquilino, che nell’affittare casa se ne fa carico.

Dopo l’assemblea di approvazione del bilancio annuale di previsione, inviate all’inquilino il verbale dell’assemblea e copia del bilancio preventivo di spesa, sulla base del quale potrete avanzare richiesta di acconti, salvo conguaglio a fine anno. Siete voi, infatti, a dover pagare le spese condominiali a inizio gestione sulla base del bilancio preventivo.

Dopo l’assemblea di approvazione del rendiconto della gestione (il cosiddetto “conto consuntivo”), è opportuno inviare al vostro inquilino la documentazione relativa alle spese condominiali effettivamente sostenute. Chiedetegli la rata per le spese secondo la cadenza stabilita nel contratto derivati dall’affittare casa.

Consigli per l’inquilino

Dopo l’assemblea di approvazione del consuntivo, potete chiedere di prendere visione della documentazione: sia il verbale dell’assemblea di approvazione del conto sia i giustificativi dei pagamenti,  all’affittare casa, che si riferiscono alle spese di vostra competenza.

Dopo la presentazione del consuntivo da parte dell’amministratore, dovete rimborsare al proprietario le spese condominiali che sono di vostra competenza. Il proprietario anticipa il pagamento delle spese, quando queste non sono ancora determinate nel loro preciso ammontare, poi verrà rimborsato proporzionalmente da voi. Visto che nella pratica accade che voi paghiate sulla base del preventivo, vi conviene far specificare nel contratto, quando sarete lì per affittare casa, la cadenza dei pagamenti (mensile, trimestrale, semestrale, annuale).

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ITALIA AFFITTI approfondisce su…diventare agente immobiliare

diventare agente immobiliare? ITALIA AFFITTI ti da la soluzione

comm42 ITALIA AFFITTI approfondisce su...diventare agente immobiliareCome prima cosa va specificato che: per diventare agente immobiliare, bisogna essere in possesso di un diploma di scuola media superiore o di un attestato regionale triennale di una scuola professionale come: IPSIA, ITIS, IPC. Inoltre per diventare agente immobiliare si deve frequentare un corso abilitante e proposto da un Ente di formazione riconosciuto dalla Regione e sostenere in fine un esame nella CCIAA di residenza.

Di corsi ne esistono di due tipi:

Tradizionale: in aula istituita dall’organo di formazione, la cui durata dipende dalla Decreto Regionale a cui il corso fa riferimento (es. nel Lazio e in Lombardia 200 ore, in Emilia romagna 150 ore, in Veneto 100 ore, etc..)

On-line proposto esclusivamente dalla Regione Veneto attraverso la scuola di formazione Cescot e la piattaforma di Corsi Academy, con una durata di 100 ore

Da precisare che il corso lo si può frequentare dove è più comodo e non necessariamente nella CCIAA di residenza o Regione. Infatti il corso on-line nonostante si proposto dalla Regione Veneto è valido in tutt’ItaliaL’esame in Camera di Commercio rappresenta la fase finale per diventare agente immobiliare e va sostenuto esclusivamente nella CCIAA di residenza. Per potervi partecipare e necessario, come detto in precedenza essere in possesso di un diploma o di un Attestato Regionale triennale, e del Certificato di frequenza e profitto che viene rilasciato al termine del corso di formazione. Superato l’esame si otterrà la qualifica di agente immobiliare e ci si iscriverà al REA in caso di ditta individuale o al Registro Imprese se si opera come in forma societaria.

Diventare agente immobiliare richiede non solo la capacità di persuasione, ma una attenta predisposizione ai rapporti interpersonali, oltre a capacità manageriali tale da permettergli l’individuazione di soluzioni immobiliari attrattive che possano rispondere adeguatamente a delle richieste effettive del cliente.

Le qualità più importanti per diventare agente immobiliare e per centrare gli obiettivi iniziali sono una capacità progettuale e di pianificazione, la capacità di stabilire delle relazioni positive, la capacità di agire, di perseverare. In teoria per diventare agente immobiliare non è detto che sia fondamentale aver acquisito un Master o avere un eccellente arte oratoria, perché gli elementidi base fondamentali li abbiamo insiti già naturalmente, occorre però la volontà di allenarli, svilupparli e valorizzarli.

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ITALIA AFFITTI: Il franchising affitti più avanzato, al servizio di affiliati e non solo

Case in affitto? ITALIA AFFITTI è la risposta!

 

Team Management 300x295 ITALIA AFFITTI: Il franchising affitti più avanzato, al servizio di affiliati e non soloSiamo specializzati nella locazione delle tue case in affitto e stiamo sviluppando un’espansione capillare in Italia attraverso la valorizzazione, la crescita e lo sviluppo di Agenzie immobiliari affiliate di qualità per creare una rete dagli standard elevati.

ITALIA AFFITTI è un’azienda giovane ed esperta, basata sulla decennale esperienza dei propri fondatori, maturata nel settore immobiliare, nella gestione di impresa, nella comunicazione e nel marketing, per farsì che le tue case in affitto diventino il nostro catalizzatore ed il primo conduttore d’immagine, all’esterno delle nostre agenzie.

In costante miglioramento ed in continua espansione, ITALIA AFFITTI ritiene che la specializzazione e la soddisfazione mercato delle case in affitto siano la strategia vincente del business.

ITALIA AFFITTI è il franchising immobiliare innovativo che ha come focus la soddisfazione degli affiliati. L’impegno costante del franchisor è finalizzato ad offrire vantaggi competitivi ad affiliati e clienti per la crescita del business negli anni, nel mercato dell case in affitto, in un mercato che, praticamente non conosce crisi.

ITALIA AFFITTI è un progetto che offre concrete opportunità ad agenti immobiliari, imprenditori e giovani intraprendenti che vogliono proiettarsi un futuro ricco di soddisfazioni professionali e personali, grazie ad un marchio affermato e ad un’organizzazione unica.

ITALIA AFFITTI raggiunge gli obiettivi attraverso una gestione fondata sui valori, sulla soddisfazione, sulla concretezza, sulla valorizzazione e crescita degli affiliati per offrire al cliente un’alta qualità del servizio, così che le tue case in affitto, diventino un vero e proprio viatico. I valori  in cui crediamo:

• Serietà ed attenzione
• Professionalità e qualità
• Chiarezza e puntualità
• Passione e creatività
• Innovazione e stile
• Efficienza ed affidabilità per le tue case in affitto

Per ITALIA AFFITTI questi pilastri ed una formazione qualificata e certificata del team, determinano il successo del gruppo. ITALIA AFFITTI è un azienda giovane e dinamica caratterizzata dalla motivazione dall’ entusiasmo, dall’energia, dall’impegno e dall’atteggiamento positivo quotidianamente al servizio degli affiliati.

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Mercato affitti, quanto rendono effettivamente sul mercato immobiliare?

Il mercato affitti visto e studiato da ITALIA AFFITTI, ecco come trarne vantaggi

affitti in nero1 Mercato affitti, quanto rendono effettivamente sul mercato immobiliare?Che rendita ha oggi il mercato affitti? La domanda è sempre la stessa: conviene investire nella cosiddetta solidità del mattone, cioè comprare immobili per darli in affitto, o questa è una leggenda metropolitana che non regge alla verifica dei fatti?

Una risposta al quesito sul mercato affitti, la si può trovare nei risultati di un’indagine condotta dalla direzione nazionale del franchising ITALIA AFFITTI, relativa ai rendimenti degli inveinvestimenti immobiliari, a partire dagli inizi del 2002 e fino alla fine del 2010.

Dalla ricerca emerge un dato che sta a ciascuno valutare secondo le proprie aspettative. Nel mercato affitti, se da una parte infatti si evince che i rendimenti sono stati sostanzialmente stabili negli anni (e questo può essere un dato positivo per chi cerca una rendita sicura e costante nel tempo), dall’altra i rendimenti nel mercato affitti, non sono certo esaltanti in termini assolutima neppure se li si mette a confronto con altre forme di investimento “prudente”, dato che la media nelle grandi città si è attestata attorno al 3,8%, naturalmente lordi (un punto in meno quindi rispetto al 4,8% dei Btp 10 anni, per esempio).

Fanno però eccezione, fra le grandi città, Verona e Palermo con un rendimento lordo del 4,7%.

Metodo: «L’analisi è stata effettuata – fa sapere ITALIA AFFITTI – nelle grandi città italiane. La curva dei prezzi è stata calcolata facendo riferimento alle variazioni dei prezzi degli immobili per quanto riguarda il compravenduto della tipologia “medio usato”. L’andamento delle variazioni dei canoni di locazione nel tempo è stato elaborato sul bilocale».

Gli esperti ITALIA AFFITTI, scandagliando il mercato affitti nazionale, che ha messo in relazione il prezzo degli immobili rilevato nel primo trimestre 2011, con i canoni di locazione nello stesso periodo, arrivando alla conclusione che segue: «il rapporto tra il prezzo di vendita degli immobili e l’affitto segna maggiori rendimenti nei quartieri dei grandi centri che hanno sofferto la crisi immobiliare. Generalmente sono le abitazioni del centro a garantire l’investimento migliore, in termini di rendimento, ma anche quelli semi centrali».

Ma come si calcola l’effettivo rendimento di un immobile?

Risposta di ITALIA AFFITTI: «il rendimento annuo lordo di un immobile in locazione è il rapporto tra i canoni di locazione annui (cioè la somma delle 12 mensilità) e il capitale investito per l’acquisto dell’immobile».

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Nuove norme che regolamentano la fiscalità per gli appartamenti in affitto

Appartamenti in affitto: sconto progressivo per i milionari

emblema gr 266x300 Nuove norme che regolamentano la fiscalità per gli appartamenti in affittoCalderoli c’è. Il ministro per la Semplificazione amministrativa ha proposto, in materia di appartamenti in affitto, un provvedimento ad hoc che riguarda, appunto, la semplificazione, ed in particolar modo le imposte che gravano sui redditi prodotti dagli appartamenti in affitto.
Il discorso è, guarda la coincidenza, semplicissimo. Il guadagno che si trae affittando una casa, ovvero il reddito, è stato sommato, fino ad oggi, al totale del reddito di un soggetto. In questo modo, tramite l’aliquota Irpef, l’imposta che si applica al reddito riguarda la totalità dei “guadagni” di quel soggetto. In tal modo ognuno paga progressivamente rispetto al proprio reddito; ecco gli esempi:
supponiamo, per comodità, che il guadagno annuale dato dall’affitto di una casa sia 5000 euro.
Il soggetto A guadagna, lavorando, 15.000 euro all’anno; sommando i 5000, arriva a 20.000, e pagherà un’aliquota Irpef del 27%.
il soggetto B guadagna, lavorando, 70.000 euro all’anno, più i 5000 euro, per un totale di 75.000 euro. Pagherà un’aliquota Irpef  del 43%, ovviamente maggiore rispetto al Soggetto A poiché gode di un reddito maggiore: volgarmente, è più ricco.
L’articolo 53 della Costituzione italiana, ed in particolare il principio della “partecipazione alla spesa pubblica” sanciscono infatti che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a caratteri di progressività.”
La riforma, invece, garantirebbe tutt’altro. Tramite la cosiddetta “cedolare secca”, tutti coloro che hanno appartamenti in affito pagheranno un’imposta, la quale si aggirerà attorno al 20%, che verrà applicata al solo reddito derivante dall’affitto dell’abitazione, non più al reddito totale. Riproponiamo l’esempio precedente.
Il soggetto A pagherà il 20% dell’imposta sugli affitti, e come base imponibile sarà considerato il reddito di 5000 euro derivante dalla locazione. Così come il soggetto B, che però ha un reddito alto più di un terzo rispetto al primo.
Mentre il primo risparmierà attorno alle 700 euro annue, il secondo verserà 2000 euro in meno di imposte: si rende “progressivo” lo sconto, anziché il pagamento.
Perchè questo “sconto fiscale”? Pare che in Italia, su 4 milioni di contratti d’affitto, 532 mila non siano registrati. Secondo fonti Istat, l’imponibile evaso sarebbe di 2,2 miliardi di euro; l’irpef evaso di 600 milioni di euro. Sarebbe una sorta di condono per i contratti non registrati, nonché una negazione del dettato costituzionale che si riferisce alla progressività.
Gli appartamenti in affitto, sono fonte di guadagno sicuro per chiunque, in qualsiasi classe sociale si trovi, solo che questo provvedimento tende a dare la stessa importanza anche a chi ricavi importi, dai propri appartamenti in affitto, molto meno esosi rispetto ad altri. Per concludere, sempre in referenza di appartamenti in affitto, nel pacchetto di articoli che verrà presentato, ci sarà anche una norma, a favore dei locatari, che semplificherà la possibilità di sfratto a danno degli inquilini delle abitazioni. Ottimo, per la lotta all’evasione.

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Apri la tua agenzia Italia Affitti…ecco come iniziare

Franchising affitti: ITALIA AFFITTI, di sotto, spiega gli aspetti che caratterizzano i costi di avviamento.

 

ITALIA AFFITTI è il marchio franchising affitti al quale voler affiliarsi per prima cosa è necessario che il potenziale candidato effettui una serie di valutazioni e stime sull’attività che andrà a svolgere. Tramite uno studio di fattibilità, che ITALIA AFFITTI svolgerà sul territorio di riferimento,  così da definire la futuro 300x300 Apri la tua agenzia Italia Affitti...ecco come iniziareprofittabilità del business progettato.
Come primo passo è necessario che il candidato determini la propria capacità iniziale di investimento ossia quantifichi con precisione il denaro a disposizione per il pieno avvio dell’attività, valutando sia il capitale di proprietà sia gli eventuali finanziamenti terzi. L’investimento iniziale è variabile a seconda del settore in cui si andrà ad operare in funzione sempre di quelle che sono le aspettative che ITALIA AFFITTI ripone nel suo affiliato. Il capitale di avvio è una risorsa obbligatoria per fare fronte agli investimenti legati all’affitto dei locali, all’ingresso nella rete franchising affitti al rifornimento iniziale di prodotti e all’arredamento dell’attività.

L’affitto del locale:
I costi variano sulla base del contratto stipulato, incidono i fattori relativi:
• all’ampizza dell’area scelta
• alla localizzazione
• allo stato della costruzione
• al suo accatastamento nel registro degli immobili
L’arredamento:
Il leyout ITALIA AFFITTI, è ciò che ci rappresenta di più all’esterno, ne facciamo quindi primo viatico di promozione e bigliettino da visita per chi entra nelle nostre agenzie. Il costo per l’arredamento del locale è funzione dell’ampiezza dello stabile. E’ possibile stimare in media un investimento in mobili, espositori, macchinari ed attrezzature pari a 1.500 € al metro quadro, ma anche qualcosa di meno, dipende dal fornitore scelto.

La prima fornitura:
Trattandosi di un franchising affitti, offrendo così un servizio nel quale non occorrerà effettuare un primo approvvigionamento offrendo appunto una prestazione intangibile.

Le consulenze legali ed amministrative:
Sono quella categorie di spese dovute per la gestione legale e fiscale della proprio esercizio. Variano a seconda della ragione giuridica scelta e dal professionista al quale ci si affida. Studi legali, studi commerciali, enti comunali saranno le parti a cui sarà affidata la gestione:
• della propria partita iva,
• della posizione contributiva,
• delle pratiche contrattuali,
• di tutte le certificazioni o corsi di formazione obbligatori per operare in determinati settori.

La pubblicità ed il marketing:
La campagna che precede il lancio di un’attività è a discrezione dell’affiliato e molto spesso già compresa nel piano di sviluppo progettato da ITALIA AFFITTI.                                      Le spese riguarderanno:
• la cura dell’evento di apertura del locale,
• la pubblicità sui vari media,
• la stampa di manifesti e volantini.

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Idee per creare uno stumento di pubblicità all’avanguardia

Strumenti e tecniche di espansione della pubblicità immobiliare

abc23 300x158 Idee per creare uno stumento di pubblicità allavanguardiaCon il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori economici , che tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.

La pubblicità immobiliare è uno strumento complesso previsto dal diritto, determinato da fatti,  affinché si possa venire a conoscenza di azione giuridiche e provvedimenti giudiziali  che vengono resi conoscibili a terzi, per quanto riguarda la loro esistenza ed il loro contenuto.

Per pubblicità immobiliare fino a qualche anno fa, il re incontrastato era lui: il cartello “vendesi” o “affittasi” esposto sul portone dell’abitazione, spesso accompagnato da volantini infilati nella cassetta della posta o sotto i tergicristalli dell’auto.

Accanto a queste forme pubblicitarie più “artigianali”, si colloca la pubblicazione dell’annuncio su giornali di categoria e, in alcuni casi, sulla stampa quotidiana o periodica, locale o nazionale, oltre che ovviamente sul web.

In rete, un’agenzia immobiliare ha due modi per farsi notare dal grande pubblico: con il sito Internet, non a torto paragonato a una “vetrina” per l’azienda o l’attività stessa; oppure pubblicando i propri annunci sui portali immobiliari, il cui successo è indubbiamente in crescita.

Ad oggi si può già sostenere che Internet, nel ramo della pubblicità immobiliare  abbia soppiantato le forme promozionali tradizionali, oppure è ancora lungi dal prenderne il posto? È sufficiente fare un giro in rete per scoprire cosa ne pensano i diretti interessati, cioè quegli agenti immobiliari che discutono del tema pubblicità immobiliare quotidianamente e di altri inerenti la loro professione nelle numerose community di categoria. In generale, dall’analisi di queste due community emerge che la maggioranza degli utenti è a favore di Internet in quanto:

• il web è la comunicazione del futuro e il numero di utenti che navigano in rete aumenta esponenzialmente anno dopo anno

• il rapporto costo-contatto non ha paragoni con la carta stampata

Al contrario, si riduce il numero degli estimatori della pubblicità immobiliare su stampa: pubblicare un annuncio su un free press o sul quotidiano locale costa troppo, mentre la resa continua a ridursi (-80% negli ultimi anni, riporta un utente di Immobiliare.com). Anche lo spazio annuncio sui giornaletti di categoria diventa sempre più caro, lamentano gli agenti immobiliari, per un’impaginazione caotica che di fatto diminuisce la visibilità dell’annuncio stesso.

E che dire del vecchio e fidato cartello sul portone di casa? Gli estimatori sono ancora la maggioranza, anche se alcuni ne evidenziano i limiti: sempre su Immobiliare.com, si sostiene che i cartelli non siano efficaci nei centri o nelle vie dove il passaggio di persone è limitato, ad esempio nelle località turistiche,  oppure nei comuni invasi da un numero eccessivo di cartelli.

Tuttavia, neppure la rete è immune da difetti. Gli utenti delle community immobiliari sembrano concordare sulla bontà del sito Internet come strumento per aumentare la visibilità dell’agenzia e, di conseguenza, le possibilità di essere contattati da potenziali acquirenti. Per quanto invece riguarda i portali immobiliari, la maggior parte sostiene che ce ne sono solo 3 o 4 realmente in grado di aumentare i contattati, e si tratta di quelli a pagamento.

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Strumenti di crescita aziendale come il Business Plan immobiliare

Business plan immobiliare: come e perchè redigerlo

business plan1 Strumenti di crescita aziendale come il Business Plan immobiliareUno degli strumenti in assoluto più importanti per chi vuole aprire un agenzia ITALIA AFFITTI è la redazione del business plan immobiliare, per quello che ci riguarda il nostro settore, questa risorsa assume caratteristiche indispensabili.

E’ innegabile che il conseguimento dei risultati, di ogni funzionario in un agenzia ITALIA AFFITTI è legato a numeri e statistiche : contatti, notizie, appuntamenti di acquisizione, incarichi di vendita e locazione ecc.

Per tanto è letteralmente impensabile pensare di avere successo senza un buon business blan immobiliare che favorisca la comprensione di cosa ottimizzare o meno, quando portiamo a compimento le nostre azioni, propedeutiche l’una per l’altra.

Chi oggi, continua a lavorare di “pancia” cioè a seconda delle… sensazioni, spingendo maggiormente su un’iniziativa anzichè su l’altra è destinato, per quanto possa essere bravo, a rincorrere sempre il risultato, mancando quelli che sono gli obiettivi principali che un buon business plan immobiliare fissa.

Capiterà che in un determinato momento si potrà rendere conto che scarseggiano incarichi freschi e quindi propenderà per intensificare la ricerca, viceversa lo farà con le trattative, per intensificare la conclusione di un affare e magari in un altro ancora comprenderà che gli immobili non ricevono offerte perchè hanno un prezzo alto, quindi andrà ad intensificare le gestioni.

Bene, questo non è un modo del tutto ortodosso per avere la situazione sotto controllo, tanto per chiarire un buon business plan immobiliare è indirizzabile sia alla gestione di un singolo funzionario che di un’Agenzia Italia Affitti.

Ma come organizzare un business plan immobiliare da soli ?

Direi che è abbastanza semplice, basterà partire da spunti di riflessione sul lavoro effettuato negli anni precedenti per targettizzare nel mioglior modo possibile il tuo.

Facciamo l’esempio di un Agente Immobiliare classico che lavora in una zona assegnata, che sia o meno circoscritta non cambierà molto.

Cominciamo ad analizzare ove mai non l’avessimo mai fatto fino ad ora, di quanti contatti si ha bisogno tra il porta a porta ed il telemarketing per ottenere una notizia?

quante notizie chiamare prima di fissare un’appuntamento di acquisizione?
quanti appuntamenti acquisitivi fare prima di ottenere un incarico di vendita?
ed infine quante gestioni effettuare sui prezzi prima che questi siano in linea con il mercato è quindi vendibili?

Comprenderai che ogni città ed ogni zona ha delle statistiche diverse da dover rispettare, quindi la creazione del tuo business plan immobiliare parte dalle informazioni che hai acquisito negli anni precenti della tua attività, più saranno corrette, migliore sarà lo strumento che andrai a costruire.

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Costi di ammortamento per l’affitto di un’azienda

Affitto aziendale: dogmi e norme che regolano l’ammortamento

Tribunale 300x224 Costi di ammortamento per laffitto di unaziendaCon la sentenza n. 675, depositata il 15 gennaio 2007, la Suprema corte ha statuito che nell’ipotesi di affitto d’azienda non compete al proprietario alcuna deduzione delle quote di ammortamento, fino a quando i beni restano nella libera disponibilità dell’affittuario.

La controversia in esame trae origine da un avviso di accertamento, con il quale l’ufficio contestava l’indebita deduzione delle quote di ammortamento a una Srl che aveva ceduto in affitto la propria azienda a un’altra società di capitali.

Ricorrendo per la cassazione della sentenza, l’Amministrazione finanziaria deduceva non solo che nella aziende date in affitto le quote di ammortamento possono essere dedotte dall’utilizzatore, ma anche che, nella specie, non era stata posta in essere alcuna pattuizione contrattuale, in deroga all’articolo 2561 del Codice civile, dalla quale risultasse che l’affittuario non era tenuto all’obbligo di conservazione dell’efficienza dei beni ammortizzabili (cfr articolo 14, comma 2, Dpr 42/1988). L’ufficio rilevava, altresì, che nella fattispecie in esame non poteva trovare applicazione la disciplina prevista dal comma 4 dell’articolo 102 del Tuir, la quale ammette in deduzione, per una sola volta, il costo residuo dei beni non ancora completamente ammortizzati, nell’unica ipotesi di loro “eliminazione” (intesa come distruzione o sostituzione).

La Cassazione, con la sentenza in esame, ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria. Le ragioni alla base del provvedimento dei giudici di legittimità meritano un preventivo, seppur breve, esame della normativa di riferimento.

Il comma 8 dell’articolo 102 del Tuir, che riguarda il trattamento fiscale da riservare alle quote di ammortamento delle aziende date in affitto o in usufrutto, dispone al primo periodo che “per le aziende date in affitto o in usufrutto le quote di ammortamento sono deducibili nella determinazione del reddito dell’affittuario o dell’usufruttuario”. In sostanza, dalla lettura della citata norma si evince che le quote di ammortamento devono essere dedotte non dal proprietario dei singoli beni costituenti l’azienda, ma dall’utilizzatore (affittuario o usufruttuario) della stessa.

Il citato comma 8 (così come modificato dall’articolo 6, comma 9, del Dlgs 247/2005, “correttivo Ires”) prosegue riprendendo quanto disposto dall’articolo 14 del Dpr 42/1988, con il quale era già stato precisato che le quote di ammortamento sono commisurate al costo originario dei beni, quale risulta dalla contabilità del concedente, e sono deducibili fino a concorrenza del costo non ancora ammortizzato. In altri termini, l’affittuario o l’usufruttuario dovranno annotare i beni nel registro dei cespiti ammortizzabili in base al loro costo originario risultante nella contabilità del concedente, effettuando l’ammortamento per la parte del costo non ancora ammortizzato dal concedente.

Il fondo costituito dall’utilizzatore, come contropartita delle quote di ammortamento dedotte durante il periodo di locazione, è un fondo anomalo, in quanto non ha natura rettificativa di valori patrimoniali iscritti nell’attivo di bilancio, bensì rappresenta gli accantonamenti effettuati dall’utilizzatore per reintegrare l’eventuale perdita di valore, subita dai beni aziendali durante il periodo di affitto in conseguenza del loro deperimento e consumo, che dovrà essere reintegrata a vantaggio del proprietario dell’azienda.

Il successivo comma 2 del citato articolo 14, Dpr 42/1988, ripreso integralmente dall’articolo 102, comma 8, ultimo periodo, prevede che tali disposizioni non si applicano in caso di deroga convenzionale alle norme dell’articolo 2561 cc, concernenti l’obbligo di conservazione dell’efficienza dei beni ammortizzabili. Più specificatamente, l’eccezione alla regola dell’ammortamento in capo all’utilizzatore si configura solo nell’ipotesi in cui, in base a un espresso accordo contrattuale, in deroga all’articolo 2561 cc, l’utilizzatore (affittuario o usufruttuario) non sia tenuto all’obbligo di conservazione dell’efficienza dei beni ammortizzabili.

In tal caso, le quote di ammortamento dei beni aziendali concessi in affitto saranno dedotte dal concedente o dal nudo proprietario, a condizione che quest’ultimo conservi la qualifica di imprenditore. Va tenuto presente, inoltre, che la deduzione delle quote di ammortamento di cui trattasi, presuppone la tenuta del registro dei beni ammortizzabili, da parte del concedente, o di altro libro o registro, secondo le modalità di cui agli articoli 13 del Dpr 435/2001, e 2, comma 1, del Dpr 695/1996. Di conseguenza, se non sono osservati detti obblighi contabili, le quote relative al periodo di ammortamento già trascorso vanno considerate già dedotte per il 50 per cento del loro ammontare.

In altre parole, l’utilizzatore, sebbene l’ammortamento andrà commisurato al costo originario del bene, potrà dedurre, durante il periodo di durata del contratto, le quote di ammortamento non oltre la metà del valore di riferimento del bene.I giudici, sulla base di quanto precede e conformemente a quanto disposto dall’articolo 102, comma 8, del Tuir, hanno sostanzialmente ritenuto che le quote di ammortamento dei beni relativi alle aziende date in affitto o in usufrutto non possono essere dedotte da parte del concedente.

Pertanto, nella fattispecie in esame, trattandosi di affitto d’azienda, non poteva trovare applicazione quanto previsto dal comma 4, dell’articolo 102, del Tuir, secondo cui solo in caso di eliminazione di un bene non ancora completamente ammortizzato il costo residuo è ammesso in deduzione.Secondo la Corte, detta norma è prevista “nella sola ipotesi di eliminazione (intesa come distruzione o sostituzione definitiva) dei beni del processo produttivo nel quale essi siano strumentalmente impiegati e non quando la loro destinazione produttiva permanga con una diversa imputazione soggettiva, come appunto nel caso di utilizzazione da parte dell’affittuario od usufruttuario dell’azienda”.

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Essere agente immobiliare in ITALIA AFFITTI

I requisiti dell’agente immobiliare ITALIA AFFITTI

abc18 300x225 Essere agente immobiliare in ITALIA AFFITTIL’agente immobiliare di un Agenzia ITALIA AFFITTI è un profilo alla prima esperienza nel settore immobiliare; è determinante la passione ,la determinazione e l’ intraprendenza , il lavoro è dinamico ed è dalla sua attività di acquisizione di immobili parte il lavoro dell’ agenzia ITALIA AFFITTI. L’agente immobiliare, infatti, ricerca, e seleziona gli immobili che in un secondo momento l’agenzia ITALIA AFFITTI può mettere sul mercato. L’agente immobiliare ideale è ambizioso, per un lavoro che offre l’opportunità di un continuo e stimolante rapporto con la clientela e di un piano di crescita pianificato al lavoro per obiettivi fino a diventare RESPONSABILE DI FILIALE.

Questo tipo di professione è così ambita perché
- Perché è una attività piena di soddisfazioni professionali ed economiche
- Perché è possibile iniziare con un capitale ridotto ed espandersi gradualmente aprendo nuove agenzie
- perché ti consente di aiutare ogni giorno le persone in quello che forse è l’acquisto più importante della loro vita: la casa

Solo un consulente esperto, come l’agente immobiliare ITALIA AFFITTI può aiutare questi clienti a fare la scelta migliore. In più, ITALIA AFFITTI sta diventando un riferimento per molte persone benestanti, quando scoprono un agente immobiliare capace, ne utilizzano le abilità e la consulenza per individuare gli immobili migliori nei quali investire. Per garantirsi una rendita che molte volte è più sicura e vantaggiosa rispetto ai normali investimenti in borsa.

Ma anche i benefici economici per chi svolge l’attività di agente immobiliare sono molto interessanti, poiché l’agente immobiliare prende una provvigione sulla transazione (in genere il 3%), può generare in breve tempo proventi importanti in riferimento alla professione. Tuttavia, l’agente immobiliare non può fare tutto da solo; opera in proprio, ma è aiutato da una struttura di supporto, fatta da persone formate professionalmente ed eticamente corrette. Infatti, deve poter accedere ad un sistema di lavoro sicuro e collaudato. E deve avere a propria disposizione una rete di servizi di supporto, indispensabili per stare con sicurezza sul mercato.

Per questo motivo la maggior parte delle agenzie immobiliari opera in franchising, affiliandosi a strutture serie e consolidate come ITALIA AFFITTI. In Italia negli ultimi anni abbiamo assistito ad una forte crescita di queste reti in franchising: proprio per la bontà dei servizi e del modello di business offerto. Per l’imprenditore che vuole cogliere l’opportunità, questo è il momento giusto per affiliarsi ad un franchising immobiliare come il gruppo ITALIA AFFITTI.

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